I Trekking del Parco del Monte di Portofino

San Rocco -> San Fruttuoso

Difficoltà: Percorso per Escursionisti Esperti
Tempo di percorrenza: 3h

Il sentiero, consigliato ad escursionisti esperti per la presenza di alcuni tratti esposti ed attrezzati con catene, parte da San Rocco di Camogli (219 m), eccezionale punto panoramico, e si sviluppa lungo il viottolo che raggiunge prima località Mortola, con le sue case decorate a trompe l’oeil, poi il bivio di Fornelli per proseguire per le Batterie (246 m), località così chiamata per la presenza di bunker antiaerei costruiti durante la seconda guerra mondiale.
Da qui, immersi nella macchia mediterranea, si scende ai piedi del Monte Bricco e superato il Passo del Bacio, si giunge a Cala dell’Oro, la parte più selvaggia e protetta del Parco. Oltrepassato il crinale del Termine, in circa 30 minuti di discesa attraverso macchia mediterranea, lecceta ed antichi uliveti, si raggiunge San Fruttuoso (14 m).


San Rocco -> Punta Chiappa

Difficoltà: Bassa
Tempo di percorrenza: 1,00h

E’ uno di “classici” del Parco l’itinerario che, attraverso il franoso versante occidentale del Promontorio, conduce il visitatore dal mondo contadino del Monte al “regno” dei pescatori.

Dal piazzale della chiesa di San Rocco, da cui si gode uno stupendo panorama sul golfo Paradiso e, condizioni atmosferiche permettendo, sull’Arco alpino meridionale, si scende tra uliveti e leccete che ricoprono queste pendici fino al mare. Poco oltre le case di Pego, la sorgente del fosso dei Bruchi ci indica che siamo nella zona di contatto delle due formazioni rocciose che costituiscono il promontorio: i calcari del monte Antola e il Conglomerato di Portofino.

Proseguendo si raggiunge il piccolo borgo di San Nicolò con la stupenda chiesa medievale e, arrivati in prossimità della costa, le case del Mulino del Moro oltre le quali si trova una minuscola insenatura naturale, chiamata Porto Pidocchio per le sue modeste dimensioni: qui approdano i battelli in arrivo da Camogli e San Fruttuoso.

In breve, oltrepassati una lecceta ed alcuni imponenti pini, a valle della storica “Villa Gnecco”, si arriva a Punta Chiappa, grandioso monolito di conglomerato proteso verso il mare nella quale si erge un rustico altare di culto Mariano, dedicato alla Stella Maris, meta di una partecipa processione marinara.


– Valle dei Mulini (Paraggi-Mulino della Gassetta)

Difficoltà: Bassa
Tempo di percorrenza: 1h

Lungo il sentiero denominato della “Valle dei mulini” si incontrano 23 mulini e frantoi (dei 35 esistenti nella zona, censiti da Matteo Vinzoni agli inizi del Settecento) che rappresentano la testimonianza di quello che era uno dei più importanti e strategici centri di lavorazione dei prodotti agricoli dell’antica Repubblica di Genova.

In questa zona, infatti, la possibilità di sfruttare l’energia dell’acqua del torrente (alimentato da numerose sorgenti perenni che sgorgano dalle pendici del soprastante Monte Pollone) si abbina alla vicinanza degli insediamenti costieri e degli approdi di Paraggi, di Portofino Mare, di Santa Margherita.

In epoche storiche le merci provenivano da località ancora più distanti, via mare, e scaricate a Paraggi, venivano condotte a dorso di mulo lungo questo itinerario. L’itinerario segue il corso del torrente “Acqua viva”, offrendo saltuariamente scorci panoramici, senza allontanarsene mai sensibilmente, dando in questo modo la possibilità di apprezzare pienamente le peculiari caratteristiche dell’ambiente umido e ombroso: in questa zona del Parco, illustrata dai pannelli del sentiero autoguidato, si può, infatti, incontrare un elevato numero di felci e di anfibi.


– Anello Alto

Difficoltà: Bassa
Tempo di percorrenza: 2h e 30 min

Questo itinerario consente di raggiungere la cima del Monte di Portofino (610 m) dal versante settentrionale, attraversando gli ambienti più “freschi” del Parco. Imboccato il sentiero da Portofino Vetta (420 m) si sale in un tipico bosco mesofilo misto dominato da castagni e carpini neri.

In località Porcile (532 m), circondato da grandi pini marittimi, il sentiero si affaccia sul mare all’altezza della Cala dell’Oro, sale con regolarità nella macchia mediterranea e oltrepassato un rimboschimento di querce rosse raggiunge Semaforo Vecchio (610 m), il punto più alto del promontorio, dove alla fine dell’inverno si possono apprezzare eccezionali fioriture di bucaneve.

Dall’ estremità del piazzale, opposta alle costruzioni, scende il sentiero che porta a Pietre Strette (465 m) e da qui chiude l’anello rientrando a Portofino Vetta.


Ruta -> San Fruttuoso

Difficoltà: semplice
Tempo di percorrenza: 2h

La prima parte del percorso, che si svolge nel versante settentrionale del promontorio, attraversa boschi freschi umidi a carpino nero, roverella e castagno, ma più avanti la mulattiera conduce in un ambiente limitato quanto spettacolare: un minuscolo bosco di vecchi lecci secolari che, con il loro imponente portamento, possono aiutare a capire che cosa fosse la “selva oscura”, citata da Dante, che ricopriva anche gran parte della Liguria costiera dei suoi tempi.

Si giunge quindi nella rinomata e panoramica zona di Portofino Vetta (420 m), sede dello storico albergo Portofino Kulm, decorato in stile Liberty.

In lieve salita, lungo una storica mulattiera oggi ristrutturata, passando da località Gaixella, si raggiunge Pietre Strette (464 m), il cuore escursionistico del Parco, da dove inizia la discesa che porta al borgo di San Fruttuoso (14 m), tra i profumi ed i colori della macchia mediterranea e tra le vecchie coltivazioni ad olivo.


-Santa Margherita -> Portofino

Difficoltà: Bassa
Tempo di percorrenza: 2h e 30 min

E’ un percorso panoramico sul golfo del Tigullio, che attraversa la campagna mediterranea.
Dal quartiere di Corte si raggiunge Nozarego e da qui, seguendo il segnavia croce rossa, fino ad un tratto panoramico sull’Abbazia della Cervara (174 m).

In breve, tra boschi di lecci e pini d’aleppo si raggiunge la cappelletta delle Gave (170 m), risalente al XVII secolo.

La stradina, ora in acciottolato, si sviluppa tra i terrazzamenti coltivati ad ulivo e a vite.
Il percorso prosegue sino ad incrociare i rii dell’Acqua Morta e successivamente Acqua Viva in località Molini.

Qui, a lato del Mulino del Gassetta (252 m), punto informativo, di ristoro e museale dell’Ente Parco, si trova un’ area picnic attrezzata.

Giunti infine in Località Olmi si abbandona il bosco misto per rientrare nella zona coltivata del Promontorio e oltrepassata la pittoresca chiesetta di San Sebastiano, si conclude il percorso nel borgo di Portofino.


San Fruttuoso -> Portofino

Difficoltà: Media
Tempo di percorrenza: 2,30h

Tra i più suggestivi itinerari del Parco, attraversa ambienti mediterranei offrendo panoramiche mozzafiato sul versante meridionale del Promontorio.

Il sentiero dalle case dei pescatori della frazione la “Cheta” a San Fruttuoso (14 m), un tempo residenza di pescatori, sale tortuoso verso Base O (220 m), attraversando folte leccete e radure a macchia mediterranea.

Oltrepassate la Costa dei Ghidelli, l’incisura del torrente Ruffinale e il lungo tratto di costa a precipizio sul mare sovrastante la Cala degli Inglesi l’itinerario prosegue fino a località Prato (245 m) e da qui, tra i coltivi, al torrente Vessinaro per giungere alla chiesetta di San Sebastiano. Edificata intorno al 1400 mostra un sagrato in ciottoli raffigurante lo stemma di Portofino Mare.

Scendendo lungo il crinale, costeggiando imponenti muri di ville, si giunge al porto di Portofino, circondato dalla suggestiva e famosa palazzata multicolore.


San Rocco -> Toca -> Pietre strette

ifficoltà: media
Tempo di percorrenza: 2h

L’agevole e panoramico tracciato che prende avvio dal sagrato della chiesa parrocchiale di San Rocco, seguendo le indicazioni per Fornelli, attraversa il versante occidentale del Monte di Portofino.

Oltrepassati i nuclei abitati di Poggio e Mortola, si inoltra nei coltivi, in prevalenza oliveti, oggi in parte abbandonati, nei quali e possibile apprezzare la fioritura di numerose piante. In breve raggiunge il bivio di Fornelli, a quota 230 m, da dove si prosegue in salita per Toca (450 m).

Sul percorso, tra notevoli spunti panoramici su Punta Chiappa e Camogli, fanno bella mostra la rara sassifraga spatolata il candido narciso papiraceo.

Da località Toca, si può arrivare rapidamente a Semaforo Nuovo, punto panoramico che offre una suggestiva vista sul mare, ideale per osservazione delle cacce del falco pellegrino.

Da Toca si prende il sentiero per Pietre Strette (465 m): il percorso, molto panoramico, attraversa, in alto, l’intera Cala dell’Oro (regno del gabbiano reale, del falco pellegrino e della macchia mediterranea) e la parte occidentale dell’ insenatura di San Fruttuoso, mantenendo la quota media dei 450 m.


Ruta -> Bocche -> Portofino

Difficoltà: semplice
Tempo di percorrenza: 2h e 30 min

È lo storico asse viario principale del Parco, che consente di apprezzare totalmente la ricchezza ambientale del territorio. A Ruta, superata la chiesa parrocchiale, si entra nel bosco misto mesofilo. Oltrepassato un piccolo gruppo di lecci secolari, si giunge nella panoramica zona di Portofino Vetta, sede dello storico albergo Portofino Kulm.

Dopo l’antenna del ripetitore si raggiungono località Gaixella e Pietre Strette. Il sentiero prosegue per Bocche attraversando un bosco ceduo misto di carpino nero e castagno per raggiungere Crocetta circondati da una pineta di pini marittimi.

La strada si inoltra in un ambiente aperto e panoramico tra gli olivi e, oltrepassata località San Sebastiano, scende rapidamente verso Portofino mare.


– Via dei tubi

Difficoltà: Percorso per Escursionisti Esperti
Tempo di percorrenza: 2,30h

L’itinerario, molto impegnativo e riservato ad escursionisti esperti, è percorribile solo se accompagnati da una guida del Parco. Il percorso, conosciuto dagli escursionisti come “La Via dei Tubi”, segue l’antico acquedotto costruito agli inizi del novecento per portare a Camogli l’acqua della sorgente Caselle, situata nel vallone che scende a San Fruttuoso.

Oggi la parte in quota dell’acquedotto è mantenuta a fini antincendio, mentre il tratto più utilizzato porta ancora oggi l’acqua da Caselle a San Fruttuoso.

Il percorso, che si sviluppa seguendo le antiche condutture, taglia per cinque chilometri il versante più ripido del Promontorio, attraversando quattro gallerie: per questo è indispensabile l’uso di una torcia elettrica. I tratti più esposti sono attrezzati e messi in sicurezza con scale e catene.